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	<title>trance &#8211; EXEGO MUSIC</title>
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	<title>trance &#8211; EXEGO MUSIC</title>
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		<title>Nulla si distrugge: com&#8217;era l&#8217; EDM music ?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[exegomusic]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jun 2018 10:17:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>EDM music intesa come House L&#8217; EDM comprende praticamente tutti i sound dance come house, techno, hardcore, trance e&#160;hardstyle, ciascuno con sottogeneri e caratteristiche proprie Anche se differenti, questi generi rimangono ascrivibili all&#8217; EDM perchè sin dagli anni 80 i dischi si realizzano con sintetizzatori Alcuni filoni però si evolveranno parallelamente all&#8217; EDM e non &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<div class="su-heading su-heading-style-default su-heading-align-center" id="" style="font-size:13px;margin-bottom:20px"><div class="su-heading-inner"><div class="su-animate" style="visibility:hidden;-webkit-animation-duration:2s;-webkit-animation-delay:0s;animation-duration:2s;animation-delay:0s;" data-animation="fadeInLeft" data-duration="2" data-delay="0">Written by <a href="https://www.exegomusic.it/homepage/about/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #0000ff;">Valentina Malta</span></a></div></div></div>



<h2>EDM music intesa come House</h2>



<p>L&#8217;<strong> EDM </strong>comprende praticamente tutti i sound dance come <b>house</b>, <b>techno</b>, <b>hardcore</b>, <b>trance </b>e&nbsp;<b>hardstyle</b>, ciascuno con sottogeneri e caratteristiche proprie</p>



<p>Anche se differenti, questi generi rimangono ascrivibili all&#8217; EDM perchè sin dagli anni 80 i dischi si realizzano con sintetizzatori</p>



<p>Alcuni filoni però si evolveranno parallelamente all&#8217; EDM e non necessariamente come sua diretta conseguenza, come nel caso della dubstep di Skrillex</p>



<p>Esaminiamo il sound house e le sue trasformazioni nel tempo:</p>



<p>il termine viene da <b>Warehouse</b>, storico locale di Chicago dove suonava <em>Frankie knuckles</em>, considerato&nbsp;da molti il pioniere del genere&#8230;</p>



<p>In realtà, fù &#8220;<em>On and One</em>&#8221; di <em>Jesse Saunders</em> il primo disco house della storia (1984)</p>



<p>La metrica si mantiene in 4/4 mentre il groove si caratterizza per la presenza di:</p>



<ul><li><b>snare </b>(il rullante)</li><li><b>charleston</b> (hi-hat)</li><li><b>pad</b> (tappeti armonici utilizzati per creare sottofondi)</li><li><b>basso</b> (acustico, elettrico o sintetico)</li></ul>



<p>La parte melodica impiega pianoforte, flauto o strumenti a corda mentre il vocal può consistere in frasi o strofe</p>



<p>Quanto ai bpm, questi fanno letteralmente la differenza perchè, variando dai 105/110 ai 132 separano lo <b>stile di Chicago</b> da quello Deep</p>



<p>La <b>deep house</b> il cui termine è riferito alla profondità del basso, è più lenta, i suoi bpm infatti oscillano tra i 122 e i 127</p>



<p>Si caratterizza per la presenza di pad simili a quelli della <b>c</b><b>hill out</b> e della <b>lounge</b> da cui ne deriva uno stile più melodico, e grazie ad etichette come la <em>Defected in the house </em>e al contributo di paesi come la Romania, è stata ampiamente rilanciata nel corso degli anni 2000</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft"><img loading="lazy" width="350" height="271" src="http://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2018/06/Pitch-Shifter.jpg" alt="Un Pitch Shifter" class="wp-image-1560" srcset="https://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2018/06/Pitch-Shifter.jpg 350w, https://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2018/06/Pitch-Shifter-300x232.jpg 300w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></figure></div>



<p>Nel 2010 in particolare, le linee di basso cominciano a farsi più taglienti e le voci vengono abbassate di tono con un <b>pitch shifter</b>, effetto che provoca una variazione di frequenza su una nota, in eccesso o in difetto, mantenendone la durata.</p>



<div style="height:130px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>L&#8217; <b>electro </b>il cui termine viene utilizzato per la prima volta dai tedeschi per riferirsi all&#8217; <strong>EDM</strong> distintamente dalle macrocategorie house e techno, negli anni 80 aveva già assorbito il funk e il boogie di New York</p>



<p>Da Detroit e Chicago il genere musicale approda a Ibiza: qui una vecchia fattoria viene trasformata nella discoteca più famosa d&#8217; Europa, l&#8217; <b>Amnesia</b>, e l&#8217; electro si arricchisce di campionamenti rock, pop e reggae arrivando ad essere soprannominato <em>balearic house</em> grazie anche al contributo del resident Dj Alfredo Fiorito</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="220" height="95" src="http://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2018/06/Dj-Pierre-Acid-House.jpg" alt="Dj Pierre and Acid House" class="wp-image-1486"/></figure></div>



<p>Nello stesso periodo il dj Pierre (di Chicago) diffonde l&#8217; <b>acid house</b>, genere che approda in Germania e nel Regno Unito (dove intanto <b>Paul Oakenfold</b> suonava l&#8217; house) e identifica la cultura giovanile dei rave</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>L&#8217; acid house infatti trasforma il <b>sound system</b>, l&#8217; impianto formato da più casse che può essere spostato, nell&#8217; after-party clandestino per eccellenza; Le feste illegali tenute nei capannoni o nelle industrie abbandonate durano fino all&#8217;alba mentre nel Regno Unito&nbsp;i club chiudevano intorno alle 2</p>



<p>Intorno al 1989 si diffonde anche l&#8217; <b>hip house</b>, fusione tra house e hip hop, sempre a 4/4 ma con vocals rappati, il singolo &#8220;<em>Pump Up The Jam&#8221;</em> dei <em>Technotronic</em> ne è il più rappresentativo, solo un anno dopo uscirà &#8220;<em>Vogue</em>&#8221; di <em>Madonna, </em>il singolo che consacra definitivamente l&#8217; house a <b>mainstream</b></p>



<p>Seguono le inaugurazioni della <em>Ministry Of Sound</em> nel 91 e del <em>Fabric</em> nel 99 a Londra</p>



<p>In Italia intanto si sviluppa il filone noto come <b>spaghetti house</b>: il gruppo musicale <em>49ers</em> rappresenta uno dei tanti successi internazionali italiano insieme ai <em>Cappella</em> (entrambi della Media Records)</p>



<p>Alcuni sottogeneri comprendono la <em>latin house</em> nata da house ed elementi latino americani e la più famosa <em>french house </em>di fine anni 90 rappresentata da artisti come Bob Sinclair e Daft Punk</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2>EDM music intesa come Techno</h2>



<p>Il termine è l &#8216;abbreviazione di <em>technologic</em> ed entra in uso in seguito alla pubblicazione della compilation <b>Techno &#8211; The New Dance Sound of Detroit del 1988</b></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft"><img loading="lazy" width="300" height="234" src="http://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2018/06/Compilation-The-new-dance-sound-of-Detroit.jpg" alt="La Compilation The new dance sound of Detroit" class="wp-image-1512"/></figure></div>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Il genere techno nasce tra Berlino e Detroit a partire dallo stile dei <em>Kraftwerk</em> e dal <em>rock </em>ed è caratterizzato da <b>basso sintetico</b>, dato cioè da segnali e non da vibrazioni acustiche; Ritmo in 4/4, loop, bpm compresi tra 110 e 150 e infine pause, talvolta senza cassa</p>



<div style="height:90px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>La <b>detroit techno</b> rappresenta la <b>club music</b> più aggressiva rispetto ai generi &#8220;morbidi&#8221; dell&#8217; acid house, dell&#8217; hardcore e della progressive che si erano affermati in Europa</p>



<p>I <b>loop</b>, elemento caratteristico della techno, si ripetono in 2 o più battute in base alla complessità del brano e sono fondamentali nell&#8217; <b>hardgroove&nbsp;</b>anche se assumono stampo tribale e/o latino</p>



<p>I <b>Prodigy</b> e i <b>Chemical Brothers</b> sono i primi gruppi di riferimento techno dei tempi odierni ma i fondatori appartengono a fasi distinte del genere, la techno infatti si caratterizza come genere a 2 ondate: la prima risente delle influenze electro e synth-pop e ha come protagonisti <b>Juan Atkins</b> e <b>Carl Craig</b>, quest&#8217;ultimo con forti influnze jazz</p>



<p>La seconda invece, assorbe l&#8217; industrial e l&#8217; <strong>EDM</strong> e vede emergere i <b>Front 242</b>, gruppo che sviluppa un sound in linea con l&#8217; euro hardcore europeo</p>



<p>Altro nome importante è quello di Robert Hood che intorno al 94&#8242; sposta la detroit techno sul filone <b>minimal</b></p>



<p>A Chicago intanto, la techno viene battezzata <b>stomping techno</b> per l&#8217;elevata velocità e la ritmica marcatamente dritta</p>



<p>L&#8217;<b> hard techno</b> o &#8220;Schranz&#8221; ha origine tedesca ed è caratterizzata da suoni molto distorti con ritmi veloci dai 145 ai 170 bpm; È il sottogenere dal quale origina la <b>tekno</b>, a sua volta ancora più veloce (da 170 a 200 bpm) con suoni cupi e minimali.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2>Hardcore</h2>



<p>L&#8217; house e la techno dei rave sperimentano la loro evoluzione in hardcore, aumenta infatti il numero dei bpm da 150 fino a 200 e i campionamenti provengono anche da film e programmi televisivi, i bassi sono pesanti e i <a href="https://www.exegomusic.it/breakbeat-la-sincope-tra-drum-bass-dubstep-e-trap/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b><span style="color: #0000ff;">ritmi sincopati</span></b></a></p>



<p>La sperimentazione si fa più evidente quando l&#8217;hardcore si arricchisce di campioni della musica giamaicana e viene soprannominata <b>jungle techno</b>, poi solo jungle</p>



<p>L&#8217;apprezzamento è evidente e il genere diviene mainstream nel 1994, anno in cui compaiono gli elementi hip hop, il canto Mc cioè la tecnica vocale di stampo rap e gli elementi della dancehall (un sottogenere del reggae con ritmo in 4/4 a circa 110 bpm), eppure proprio in questa fase alcuni produttori hanno preferito abbandonare la jungle per avvicinarsi alla drum &amp; bass</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="200" height="160" src="http://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2018/06/Happy-Hardcore-Top-100.jpg" alt="L' Happy hardcore Top 100" class="wp-image-1507"/></figure></div>



<p>Altro sottogenere è l&#8217; <b>happy hardcore</b> che, come si intuisce dal termine, è incentrato su melodie allegre, voci femminili distorte o accelerate, ritmo di stampo breakbeat prima, veloce in 4/4 dopo e bpm tra 160 e 180</p>



<div style="height:60px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Gli stili variano con la nazione in cui si sviluppano, la Uk hardcore non solo è la più apprezzata ma le serate tenute nei club prevedono anche l&#8217; uso di un abbigliamento particolare che reagisce alla luce e si illumina, e poi impianti laser, macchine del fumo e un Mc che rappa e incita a ballare</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft"><img loading="lazy" width="150" height="167" src="http://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2018/06/Scooter-Gruppo.jpg" alt="Gli Scooter in gruppo" class="wp-image-1521"/></figure></div>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Altri sottogeneri comprendono la variante Scottish e l&#8217; <b>old happy h</b><b>ardcore</b>, quest&#8217; ultima suonata in Olanda e considerata la vera happy hardcore di cui gli <b>Scooter</b> sono gli esponenti maggiori</p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2>Trance</h2>



<p>Nasce in Germania nei primi anni 90 come derivato della techno cui sono aggiunti elementi della musica classica, ambient e pop</p>



<p>E&#8217; ancora in corso la diatriba sull&#8217; origine del termine: per alcuni si riferirisce allo stato di benessere ed estasi che pervade chi l&#8217; ascolta, per altri all&#8217; uscita dell&#8217; album <em>T</em><em>rancefer</em> di <b>Schulze</b> del 1981</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="204" height="202" src="http://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2018/06/Vinile-Jam-Spoon.jpg" alt="Il Vinile di Jam &amp; Spoon" class="wp-image-1531" srcset="https://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2018/06/Vinile-Jam-Spoon.jpg 204w, https://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2018/06/Vinile-Jam-Spoon-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 204px) 100vw, 204px" /></figure></div>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Anche la paternità del genere pare sia discussa perchè tecnicamente, fù il Belgio il primo paese a produrre trance: il singolo <em>&#8220;The age of love&#8221; </em>viene rilasciato dal belga Roger Samijn nel 90, ma la versione più conosciuta e accreditata come trance è il remix di <b>Jam &amp; Spoon</b> del 92, nel frattempo in Germania usciva <em>&#8220;We came in peace&#8221;</em></p>



<div style="height:60px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Abbiamo consultato il calendario delle releases di quel periodo e sembra che The age of love sia uscita prima&#8230; basterà a risolvere la questione?</p>



<p>Ricordiamo che<b> Paul Van Dyk</b> fu uno dei primi deejay a proporre la trance indipendentemente dalla techno e dall&#8217; acid house del periodo, seguito poi da <b>Tiesto</b> nei primi anni 2000, l&#8217; epoca dei <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.exegomusic.it/true-stories-avicii-carriera-e-verita-dietro-i-riflettori/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>Dj Superstar</b></a></span></p>



<p>Strutturalmente il genere ha una batteria di stile techno, basso sincopato e tema</p>



<p>La melodia arricchita da arpeggi, archi e voci è articolata in crescendo, il chè consente al genere di raggiungere le radio e i music festival</p>



<p>Quanto ai bpm, il genere offre un&#8217; escursione notevole di sottogeneri, dai 128 possiamo arrivare ai 150/160</p>



<p>La <b>classic trance</b> del periodo 90-95 con l&#8217;influenza techno marcata, si evolve rapidamente verso la dream trance, meglio nota come <b>progressive </b>rispetto alla quale possiamo vantare molte produzioni italiane</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft"><img loading="lazy" width="200" height="200" src="http://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2018/06/Buddha-listening-to-trance.jpg" alt="Buddha listening to trance" class="wp-image-1538" srcset="https://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2018/06/Buddha-listening-to-trance.jpg 200w, https://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2018/06/Buddha-listening-to-trance-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></figure></div>



<p>Gli anni dal 94 al 98 sono invece all&#8217; insegna della <b>goa trance</b>: il genere, con un tempo tra i 135 e i 150 bpm, nasce nello Stato indiano di Goa e viene suonato nei rave, tenuti non più nelle fabbriche abbandonate, ma all&#8217; aperto, a contatto con la natura come vuole la cultura goa, favorire uno stato di trascendenza collettivo è l&#8217; obiettivo primario</p>



<div style="height:60px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Il genere in 4/4 è veloce, 130-150 bpm ma può capitare di incontrare bmp più bassi o alti a 160</p>



<p>Segue tra la fine degli anni 90 e i primi anni 2000 l&#8217; <b>epic trance</b> e l&#8217; <b>epic trance techno</b>, entrambe comprese nel filone uplifting</p>



<p>Questi sono alcuni dei nostri generi preferiti, non solo per i bpm alti ma anche per la presenza di arrangiamenti complessi e temi estesi, uso di tonalità maggiori e minori, pad e archi strategici e vocals che possono andare da sibili a vere e proprie strofe, un mix in grado di incarnare diversi stati d&#8217; animo, ideale anche per i work out!</p>



<p>Nello stesso periodo collochiamo anche l&#8217; <b>hard trance</b>, genere in cui si alternano pause estemamente melodiche a momenti asssolutamente ritmici quasi al confine con l&#8217;hardcore, molto versatile e pertanto suonato sia da dj trance che techno</p>



<p>Vi segnaliamo qualche ascolto per il periodo 2000 &#8211; 2009<br>
</p>



<table class="wp-block-table"><tbody><tr><td><b>Epic trance techno</b></td><td><b>Hard trance techno</b></td></tr><tr><td>Ready to flow &#8211; Mike Nero</td><td>Eternal (Technikal rmx) &#8211; Phatt &amp; Jennie Rix</td></tr><tr><td>Above the horizon &#8211; Glorius Synths Sinatic</td><td>Terminal velocity &#8211; Technikal</td></tr><tr><td>Today &#8211; Evil Angel ft Kim Marsh</td><td>Set you free &#8211; Jason Cortez</td></tr><tr><td>In the mind of madness &#8211; Mook</td></tr></tbody></table>



<p>Diverse le caratteristiche della <b>vocal trance</b>, la variante più commerciale del genere che in Italia raggiunge l&#8217; apice intorno al 2011, e come si intuisce dal termine, lo spazio principale è riservato ai vocals, è possibile infatti distinguere strofe e ritornello affidati a voci soavi quasi sempre femminili mentre le tonalità sono sempre maggiori</p>



<p>Ricordiamo nomi come <b>Hemma Hewitt</b>, <b>Cristina Novelli</b>, <b>Armin Van Buuren</b>, <b>Dash Berlin</b>, <b>Cosmic Gate</b> e <b>Giuseppe Ottaviani</b> che ci proiettano inevitabilmente nell&#8217; ultimo decennio dove sono innegabili le trasformazioni storiche apportate dalla tecnologia</p>



<p>Le trasformazioni più evidenti riguardano l&#8217; uplifting perchè, mentre prima poteva essere in qualche modo affiancata alla progressive, oggi gode di un&#8217; identità propria</p>



<p>L&#8217;&nbsp;<b>Uplifting </b>è il sottogenere&nbsp;ritmato e veloce a quota 138 bpm, caratterizzato da voci in levare che vengono alzate di tono fino a identificarsi con il synth a cui si fondono completamente</p>



<p>Il tema è esteso e le tonalità sono spesso in minore,&nbsp;archi e pad concorrono a rafforzare le atmosfere oscure e sognanti</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2>Hardstyle</h2>



<p>La Germania e i Paesi Bassi sono i primi ad unire l&#8217; influenza <strong>EDM</strong> techno, hardcore e trance in un nuovo sound sperimentale</p>



<p>L&#8217; hardstyle, genere compreso tra 135 e 150 bpm,&nbsp;si diffonde all&#8217;alba dei 2000 nei paesi del nord Europa ma, proprio per le forti influenze techno e trance, trova forte consenso in Italia</p>



<p>Qui moltissimi tra dj e producer iniziano a produrla e a suonarla, il primo singolo esce infatti nel 2001 ed è <em>I&#8217;m your deejay</em> di <b>Dj Zenith</b> vs <b>Avex</b></p>



<p>Subito dopo arrivano <b>Technoboy</b>, <b>Tuneboy</b>, <b>Tatanka</b>, <b>Vortex</b>, <b>Mondello </b>e <b>Nino Pipitò</b> a incrementare le produzioni discografiche e con esse la diffusione della <b>Early-hardstyle</b></p>



<p>Meritano menzione anche i <b>Brooklyn Bounce</b>, artisti che si posizionano tra techno e hardstyle</p>



<p>Nel 2005/2006 la early lascia il posto alla <b>Nu-style</b> che si caratterizza per avere kick compressi e distorti, lead sia dance che trance e infine strofe e assoli</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="375" height="225" src="http://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2018/06/Showtek.jpg" alt="Gli Showtek" class="wp-image-1549" srcset="https://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2018/06/Showtek.jpg 375w, https://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2018/06/Showtek-300x180.jpg 300w" sizes="(max-width: 375px) 100vw, 375px" /></figure></div>



<p>In Olanda, i fratelli olandesi Walt &amp; Sjoerd Janssen ossia gli <b>Showtek</b> rilasciano&nbsp;nel 2007 il singolo dal titolo <em>Fuck The System </em>seguito da diverse collaborazioni con Technoboy Nel 2012 abbandoneranno la nu-style per aderire all&#8217; <strong>EDM</strong>, periodo in cui l&#8217; hardstyle viene ribattezzata come <b>Euphoric</b></p>



<div style="height:40px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>In questa fase si collocano artisti come <b>Headhunterz</b>, <b>Blasterjaxx</b>, <b>Wildstylez</b>, <b>Brennan Heart</b> e <b>Noisecontrollers </b>mentre <b>Angerfirst</b> e <b>Nosferatu</b> appartengono invece alla <b>Rawstyle</b>, ossia l&#8217; ultima fase dell&#8217; hardstyle in cui lo stile, più cupo e aggressivo, non privilegia la melodia ma anzi ruota intorno al kick</p>



<p>La velocità aumenta e i bpm raggiungono quota 160 e oltre, quindi hardstyle e hardcore si fondono e subiscono ciascuno l&#8217; influenza dell&#8217; altro!</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft"><img loading="lazy" width="200" height="233" src="http://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2018/06/keep-calm-and-today-begins-defqon-1.jpg" alt="Keep calm and today begins defqon 1" class="wp-image-1557"/></figure></div>



<p>Quanto agli eventi, se il Tomorrowland è uno dei festival EDM più importanti, il <b>Qlimax</b> e il<b> Defqon.1</b> sono sicuramente i festival hardstyle per antonomasia, segue il<b> Decibel</b></p>



<p>Chiudiamo con una riflessione: l&#8217; EDM esiste sin dall&#8217; ingresso dei sintetizzatori, quindi nessuno gridi allo scandalo! La dance doveva necessariamente garantirsi un avvenire e questo era possibile solo con la revisione dei suoi contenuti:<b> <span style="color: #ff0000;"><a href="https://www.exegomusic.it/la-dance-music-oggi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #0000ff;">la <strong>dance music</strong> oggi</span></a></span></b></p>



<p>© 2018 RIPRODUZIONE RISERVATA</p>
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