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	<title>TUTORIALS &#8211; EXEGO MUSIC</title>
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		<title>Come usare il compressore</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Mar 2019 10:02:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Partiamo dalla dinamica audio Per dinamica audio o Dynamic Range si intende l&#8217;intervallo tra la minima e la massima ampiezza di un suono riprodotto o registrato in un sistema audio, senza incorrere in distorsioni. Normalmente l&#8217;orecchio umano riesce a percepire suoni con un range dinamico intorno ai 140 db tuttavia, la percezione riguarda il range &#8230;</p>
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<div class="su-heading su-heading-style-default su-heading-align-center" id="" style="font-size:13px;margin-bottom:20px"><div class="su-heading-inner"><div class="su-animate" style="visibility:hidden;-webkit-animation-duration:2s;-webkit-animation-delay:0s;animation-duration:2s;animation-delay:0s;" data-animation="fadeInLeft" data-duration="2" data-delay="0">Written by <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.exegomusic.it/homepage/about/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Pasquale Gigli</a></span></div></div></div>



<h2>Partiamo dalla dinamica audio</h2>



<p><b>Per dinamica audio</b> o <b>Dynamic Range si intende l&#8217;intervallo tra la minima e la massima ampiezza di un suono riprodotto o registrato in un sistema audio, senza incorrere in distorsioni</b>.</p>



<p>Normalmente l&#8217;orecchio umano riesce a percepire suoni con un range dinamico intorno ai 140 db tuttavia, la percezione riguarda il range che va dal silenzio assoluto tipico della <b>stanza anecoica</b> a -9 db al decollo di un razzo a 180 db.</p>



<p>In natura si raggiungono, in realtà, valori anche più alti, ad esempio nell&#8217;eruzione del <em>vulcano Krakatoa</em> sono stati raggiunti i 300 db.</p>



<p>Ciò significa che anche se nel mondo reale il range dinamico è moolto più ampio dei 140 db, l&#8217;orecchio umano è comunque in grado di adattarsi (entro certi limiti ovviamente).</p>



<p>Nel mondo delle registrazioni audio, chiaramente, non è possibile sfruttare l&#8217;intera gamma dinamica esistente in natura, sia per motivi legati ai limiti fisici dei diffusori (altoparlanti, cuffie e circuiti elettronici) che pratici (inutilità in primis).</p>



<p><strong>Il range dinamico era molto limitato nelle vecchie registrazioni audio analogiche su nastro</strong>.</p>



<p>Per questa ragione <strong>è nata l&#8217;esigenza di comprimere l&#8217;audio prima che questo fosse inciso per poi essere riespanso in fase di riproduzione</strong>:</p>



<p>Ingresso &gt; Compressore / Tape/ Expander &gt; Uscita</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="617" height="222" src="https://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2019/03/Trattamento-dinamica-nastro.jpg" alt="Trattamento della dinamica su nastro" class="wp-image-3119" srcset="https://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2019/03/Trattamento-dinamica-nastro.jpg 617w, https://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2019/03/Trattamento-dinamica-nastro-300x108.jpg 300w" sizes="(max-width: 617px) 100vw, 617px" /></figure></div>



<p>Anche nel Broadcasting FM è necessario adottare speciali compressori.</p>



<p>Questi sono chiamati <strong>limiter</strong> e <strong>servono per rimanere entro certi &#8220;paletti&#8221; e non sconfinare nelle altre stazioni adiacenti.</strong></p>



<p>Difatti nelle trasmissioni FM più è ampio il segnale audio, più è ampia la variazione della frequenza radio da cui, appunto, <b>modulazione di frequenza</b> (Frequency Modulation).</p>



<p><strong>Il circuito compressore permette di adattare range dinamici molto ampi a sistemi di registrazione e trasmissione sonori</strong>.</p>



<p>In altri termini<strong> è il compromesso tramite il quale è possibile trattare tutti i suoni, dal più debole al più forte evitando, al contempo, la distorsione dovuta ai limiti dinamici propri del sistema audio.</strong></p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2>Threshold, Ratio e Gain Reduction</h2>



<p><strong>Il compressore è un circuito elettronico o, nel caso dei plugin, un algoritmo software che tratta un segnale audio in ingresso per ridurlo di dinamica</strong>.</p>



<p>Più semplicemente <strong>è un meccanismo per il controllo automatico del volume</strong>.</p>



<p>Come funziona? </p>



<p>Immaginate di dover salire sulle montagne russe!</p>



<p>Siete all&#8217;ingresso e per accedere dovete superare il controllo altezza che però, funziona al contrario.</p>



<p>I più alti di statura (oltre una determinata soglia) non possono passare!</p>



<p>Il controllore allora vi propone la sua soluzione: per passare dovete piegarvi così da sembrare più bassi.</p>



<p>I più bassi invece passano liberamente e la loro &#8220;statura&#8221; non cambia.</p>



<p>Nel compressore <strong>la soglia prende il nome di Threshold</strong>.</p>



<p>Quindi se il segnale in ingresso non supera il valore di threshold, la sua dinamica resta inalterata e viceversa, se la supera viene &#8220;schiacciato&#8221; con un determinato rapporto di compressione.</p>



<p><strong>Il rapporto di compressione prende il nome di Ratio</strong>, maggiore è la ratio più netto sarà lo schiacciamento del segnale che supera il punto di Threshold.</p>



<p>La ratio quindi, gestisce il rapporto tra ingresso e uscita solo per i segnali che superano Threshold.</p>



<p>Poniamo il caso che il compressore abbia la ratio settata 4:1 e che il segnale in ingresso superi di 4 db la soglia di Threshold, significa che in uscita avrete un segnale di 1 db.</p>



<p>Molti compressori hanno un <strong>V-meter</strong> (strumento di misura dei db analogico o digitale) con la dicitura <strong>Gain Reduction</strong> che sta ad indicare di quanti db viene diminuito il segnale in funzione dei parametri Threshold e Ratio.</p>



<p>Il V-meter è molto utile per impostare il compressore efficacemente e in modo mirato in quanto ci <strong>permette di sapere se e di quanto il compressore stia processando il segnale.</strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="470" height="363" src="https://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2019/03/Gain-reduction-1.jpg" alt="Gain reduction" class="wp-image-3125" srcset="https://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2019/03/Gain-reduction-1.jpg 470w, https://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2019/03/Gain-reduction-1-300x232.jpg 300w" sizes="(max-width: 470px) 100vw, 470px" /></figure></div>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Ogni compressore introduce, pertanto, una diminuzione di ampiezza del segnale durante il funzionamento. </p>



<p>Inoltre i compressori (non tutti) hanno un controllo chiamato <strong>Make up</strong> che fa riguadagnare i db persi in fase di compressione, quindi il make up compensa il gain reduction. </p>



<p>Un altro modo per rilivellare il segnale è quello di <b>agire sul controllo di Out put del compressore</b>.</p>



<p style="background-color:#dde8ff;text-align:center" class="has-background">Rilivellare il segnale in uscita dal compressore è fondamentale perchè <strong>il compressore deve agire SOLO sul range dinamico del segnale e non sul volume</strong>. Spesso infatti un suono sembra più bello semplicemente aumentandolo di volume, è facile quindi farsi ingannare perchè percependo un incremento di volume si è indotti a credere che il compressore lo stia migliorando&#8230; In realtà appunto lo sta solo alzando di volume perchè livellato male!</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2>Attacco e Rilascio del compressore</h2>



<p><strong>L&#8217;attacco è il tempo in millisecondi (ms) che il compressore &#8220;attende&#8221; prima di schiacciare il segnale che supera la soglia di Threshold</strong>.</p>



<p><b>Un attacco rapido consente di comprimere segnali con transienti veloci</b>.</p>



<p>Niente paura, i transienti non sono altro che variazioni molto rapide di ampiezza del segnale, come ad esempio il primo istante dei suoni impulsivi ritmici come <em>kick</em>, <em>snare</em>, <em>hat</em>, <em>rimeshot</em>, quello dei suoni pizzicati o anche consonanti e vocali in un vocal.</p>



<p>L&#8217;attacco difficilmente si imposta a zero perchè così facendo distruggerebbe ogni transiente risultando poco musicale.</p>



<p>Durante la riproduzione del materiale audio quindi, <b>occorre settare l&#8217;attacco aumentandolo progressivamente fin quando sentirete &#8220;passare&#8221; i transienti desiderati</b>.</p>



<p><strong>Il rilascio invece, è il tempo (ms) che il compressore impiega per tornare alla fase di riposo dopo che il segnale di ingresso è sceso sotto la soglia di Threshold</strong>.</p>



<p>Per regolare il rilascio si procede in maniera anaologa all&#8217;attacco, l&#8217;importante è <b>fare in modo che il compressore torni alla posizione di riposo prima del transiente successivo</b>.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="433" height="293" src="https://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2019/03/Compressione.jpg" alt="Compressione" class="wp-image-3132" srcset="https://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2019/03/Compressione.jpg 433w, https://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2019/03/Compressione-300x203.jpg 300w, https://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2019/03/Compressione-110x75.jpg 110w" sizes="(max-width: 433px) 100vw, 433px" /></figure>



<p>Questa è la regola da seguire ☞ <strong>i millisecondi di attacco e rilascio sono inversamente proporzionali alla velocità dei transienti dei suoni</strong>.</p>



<p>Pertanto i suoni dai transienti veloci si settano rapidi (pochi ms), viceversa i suoni dai transienti più lenti e meno marcati, si settano più lunghi.</p>



<p>Ricordate di tenere il compressore sempre &#8220;pronto&#8221; a lavorare sui transienti successivi.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3>Una dritta sul settaggio di attacco e rilascio</h3>



<p>L&#8217;orecchio umano, specialmente quello poco allenato, non riesce a percepire nettamente piccoli dettagli dinamici dei suoni.</p>



<p>Per regolare attacco e rilascio efficacemente occorre quindi riuscire a percepire l&#8217;intervento effettivo del compressore, ecco come fare:</p>



<ul><li>Dovete abbassare al massimo la soglia di Threshold e aumentare al massimo la Ratio, ora che il compressorre è settato in questa condizione &#8220;estrema&#8221; e ben percepibile, regolate attacco e rilascio di conseguenza.</li><li>Successivamente potete procedere a riportare Threshold e Ratio sui valori normali.</li></ul>



<p>OCCHIO: regolateli in modo da &#8220;seguire e inseguire&#8221; i transienti, dovete letteralmente incastrare i tempi di attacco e rilascio con quelli dei transienti, il tutto rigorosamente a orecchio!</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2>Limiter</h2>



<p><strong>Il limiter differisce da un normale compressore per il rapporto di compressione</strong>.</p>



<p>Tipicamente infatti, <strong>si definisce limiter un compressore il cui rapporto di compressione è uguale o superiore a 10:1</strong></p>



<p>Ogni transiente del segnale che supera la soglia verrà &#8220;segato&#8221;.</p>



<p>Questo processo prende il nome di <b>Peak &#8211; Limiting</b> (limitatore di picco) e ciò significa che il segnale in uscita dal limiter non supererà mai un certa ampiezza, indipendentemente dal segnale in ingresso.</p>



<p>Il limiter si utilizza principalmente per 3 applicazioni:</p>



<ol><li>Broadcasting </li><li>Limiting di segnale in impianti audio</li><li>In fase di mastering</li></ol>



<p><strong>La conseguenza del limiting di un segnale è l&#8217;incremento del valore medio di ampiezza (RMS)</strong>.</p>



<p>Solitamente, i picchi di segnale abbassano la media nel volume percepito ma, se li limitiamo, aumenteremo tutto quello che c&#8217;è tra un transiente e il successivo quindi, l&#8217;ampiezza del segnale in media sarà più &#8220;continua&#8221; nel tempo.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="646" height="408" src="https://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2019/03/Compression-limiters-1.jpg" alt="" class="wp-image-3161" srcset="https://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2019/03/Compression-limiters-1.jpg 646w, https://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2019/03/Compression-limiters-1-300x189.jpg 300w" sizes="(max-width: 646px) 100vw, 646px" /></figure></div>



<p><strong>Il compressor limiter è di solito l&#8217;ultimo anello della catena di mastering</strong> di un brano proprio per aumentarne il loudness.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2>Compressione sidechain</h2>



<p>La compressione sidechain è una tecnica che consente di ridurre (schiacciare) il segnale che passa dentro il compressore tramite un segnale esterno di controllo.</p>



<p><strong>L&#8217;ingresso sidechain, ove presente (non tutti i compressori ne sono dotati), può essere utilizzato per automatizzare la dinamica in fase di mix tuttavia, l&#8217;impiego per eccellenza è quello creativo</strong>.</p>



<p>Nel disco <em>One more time dei Daft Punk</em>, ad esempio, 2 sidechain pilotati entrambi dalla cassa schiacciano ritmicamente 2 diversi gruppi, nel primo è contenuto l&#8217;arrangiamento del brano, nel secondo il vocal.</p>



<p>Anche in <em>Call on me di Eric Prydz</em> si percepisce l&#8217;intervento del sidechain, addirittura sin dallo string iniziale.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="550" height="160" src="https://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2019/03/Sidechain-call-on-me.jpg" alt="Sidechain di call on me" class="wp-image-3172" srcset="https://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2019/03/Sidechain-call-on-me.jpg 550w, https://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2019/03/Sidechain-call-on-me-300x87.jpg 300w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></figure>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2>De &#8211; esser</h2>



<p><strong>Il de &#8211; esser è un compressore speciale poichè riduce la gamma dinamica solo entro un certo range di frequenze prestabilite</strong>.</p>



<p>Solitamente il de &#8211; esser <strong>agisce tra i 2 e i 10 KHz lasciando inalterato il resto dello spettro</strong>.</p>



<p>In questo range sono infatti contenute le <em>consonanti sibilanti</em> (s, z, c, sh ed f), particolarmente risonanti e fastidiose in una registrazione audio professionale e, tra l&#8217;altro, interferiscono con gli altri suoni della gamma medio alta come hat, crash, ride.</p>



<p>Nel de &#8211; esser oltre a Threshold, Ratio, Attacco e Rilascio, troviamo il controllo della frequenza di intervento e del Q Factor (campanatura della larghezza di banda del filtro).</p>



<p><strong>Tecnicamente parlando il de &#8211; esser è composto da un filtro che seleziona la porzione di frequenze ove sono contenute le sibilanti e le invia all&#8217;ingresso Sidechain di un compressore, quest&#8217;ultimo provvederà a schiacciare il segnale ogni qual volta il filtro intercetta una sibilante</strong>.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2>Usare il compressore per livellare</h2>



<p>Molto spesso durante l&#8217;esecuzione di uno strumento musicale reale, le note sono eseguite con diverse intensità, questo accade ad esempio in una batteria, i colpi quindi hanno diversi livelli di volume.</p>



<p>Questo non sarebbe un problema se dovessimo ascoltare lo strumento in solo ma, sarebbe un caso più unico che raro.</p>



<p>Cosa accadrebbe se la stessa traccia si trovasse dentro un mix non compressa?? Semplice, verrebbe percepita soltanto nei punti più forti di volume e si perderebbero, di conseguenza, le parti più deboli.</p>



<p>In questo caso il compressore limita la dinamica e agisce &#8220;portando su&#8221; i suoni più deboli e limitando, al contempo, i più forti.</p>



<p>Questo procedimento utilizzato per trattare le dinamiche dei suoni prende il nome di <strong>livellamento</strong> infatti, <strong>riducendo la dinamica tutti i suoni vengono percepiti con un volume simile</strong>.</p>



<p>Stesso discorso vale per i vocal, livellare diventa fondamentale per riuscire a riconoscere tutte le parole, comprese quelle con volume più basso o sussurrate.</p>



<p><strong>Per ottenere il livellamento occorre settare il compressore in modo piuttosto marcato cioè avvicinandoci quasi alla ratio del limiter, tra 6:1 e oltre</strong>.</p>



<p>Il <b>threshold</b> invece, deve essere settato in base a quanto è ampia l&#8217;escursione dinamica da trattare, solitamente <b>si inizia a raggiungere un discreto livellamento facendo &#8220;mangiare&#8221; al compressore 4 &#8211; 6 db di gain reduction</b>.</p>



<p>Attacco e rilascio dal canto loro, vanno settati abbastanza rapidi ma mantenendo sempre il sincronismo con i transienti (vedi la regola sopra).</p>



<p>Come sempre è fondamentale recuperare questi db persi con il <strong>make up</strong> oppure agendo sul <strong>controllo Output</strong> in modo da riguadagnare esattamente gli stessi db.</p>



<p>TIP alcuni compressori non hanno controllo output nè make up! Per fortuna sono pochissimi, o meglio sono vintage.</p>



<p><b>La soluzione è semplice, dovrete aggiungere un gain dopo l&#8217;uscita e ricompensare</b>.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2>Comprimere per modellare</h2>



<p><strong>Il compressore può essere utilizzato non soltanto per correggere la dinamica ma anche per manipolare un suono</strong>.</p>



<p>Un tipico esempio è l&#8217;impiego del compressore sul rullante per gonfiare la coda e renderlo &#8220;ciccione&#8221; come si usava fare negl&#8217;anni 80, quello della sigla finale di Beautiful per intenderci&#8230; Tristemente indimenticabile xD</p>



<p>Un buon settaggio di partenza per <b>gonfiare le code dei suoni percussivi come tom, snare e kick</b> prevede di settare rispettivamente:</p>



<ul><li> Attacco a circa 20 ms in modo da far passare il primo transiente.</li></ul>



<ul><li> Rilascio a circa 10 ms (quindi piuttosto rapido) che invece permette di guadagnare db subito dopo il transiente in corrispondenza della coda.</li></ul>



<ul><li> Ratio settata come limiter (10:1 o superiore)</li></ul>



<ul><li> Threshold impostata per far comprimere dai 6 ai 10 db.</li></ul>



<ul><li>Output settato per riportare l&#8217;uscita al valore di ampiezza di pre &#8211; compressione.</li></ul>



<p>Ovviamente parliamo di un punto di partenza perchè <b>non esistono preset magici, occorrerà quindi settare ogni parametro in base al proprio materiale audio</b>.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2>Glue compressor</h2>



<p>Il compressore può essere impiegato anche come collante, ad esempio sul master output dei <strong>banchi analogici SSL</strong> è presente il <strong>Series Bus Compressor</strong>.</p>



<p>Si tratta di un <strong>compressore stereo studiato appositamente per amalgare meglio il mix delle tracce</strong>.</p>



<p>Agisce difatti nelle micro dinamiche presenti tra i diversi suoni livellando in maniera morbida e rotonda, creando appunto l&#8217;effetto collante che aiuta a uniformare il mix.</p>



<p style="background-color:#dde8ff" class="has-background">È opportuno ricordare che è bene separare e scandire tutti i suoni durante la fase di mix ma, non bisogna mai allontanarsi troppo dal fulcro del mix stesso! Significa cioè miscelare e amalgamare i suoni nel modo più naturale possibile evitando di dare l&#8217;impressione che alcuni strumenti siano distaccati dal resto.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3> Settings for glue SSL compressor</h3>



<p>Come già detto trovo onesto premettere che il settaggio universale NON ESISTE.</p>



<p>Qui potete comunque trovare un buon punto di partenza che vi farà apprezzare la magia di questo favoloso compressore.</p>



<p>I settaggi sono validi sia se siete fortunati e possedete un <strong>banco SSL</strong> vero, sia se utilizzate un&#8217;<strong>emulazione plug-in come quella della Waves o della Uad</strong>.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft"><img loading="lazy" width="318" height="693" src="https://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2019/03/Settings-glue-SSL-Comp.jpg" alt="Settings glue SSL Comp" class="wp-image-3176" srcset="https://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2019/03/Settings-glue-SSL-Comp.jpg 318w, https://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2019/03/Settings-glue-SSL-Comp-138x300.jpg 138w" sizes="(max-width: 318px) 100vw, 318px" /></figure></div>



<p><b>IN</b> attivato</p>



<p><b>Fade</b> Off</p>



<p><b>Attacco</b> 3 ms (in base al genere e ai bpm trattati potete settarlo anche a 10 o 30 ms, l&#8217;importante è che rispettiate la regola dei transienti)</p>



<p><b>Make up</b> da trimmare per riguadagnare i db persi, solitamente intorno a 3 &#8211; 4 db</p>



<p><b>Release</b> su Auto</p>



<p><b>Ratio</b> 4:1 per generi aggressivi come rock e dance, 2:1 per generi soft</p>



<p><b>Threshold</b> in modo da far comprimere da 3 a massimo 4 db</p>



<p><b>Analog</b> a vostro gusto (il tasto introduce unicamente un rumore bianco per emulare la caratteristica analogica del compressore).</p>



<div style="height:40px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>L&#8217;SSL Comp così settato è utilizzato spesso in <em>insert nella catena di mastering</em> prima del limiter finale.</p>



<div style="height:140px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2>Tecnica della compressione parallela</h2>



<p>Tipicamente il compressore è un effetto usato in insert quindi tutto il segnale in transito, dall&#8217;input all&#8217;output, viene processato.</p>



<p><strong>Nella tecnica della compressione parallela invece, il compressore viene utilizzato in un bus esterno per poi essere risommato al master</strong>.</p>



<p>In altri termini <strong>al segnale non compresso viene sommata una copia compressa</strong>.</p>



<p>Questo modo di utilizzare il compressore comporta principalmente 2 vantaggi:</p>



<ol><li>Il segnale non essendo interamente processato, può preservare una parte originale della sua dinamica infatti è possibile, per esempio, aumentare il valore medio del segnale mantenendo i transienti inalterati.</li><li>Disponendo di un bus esterno si possono inserire ulteriori effetti pre e post compressione tra cui un equalizzatore, utile per agire solo su determinate porzioni dello spettro.</li></ol>



<p>Per ottenere i benefici offerti dalla compressione parallela <b>è necessario settare il compressore in un bus esterno in modo piuttosto &#8220;spinto&#8221;, provate con una ratio superiore a 6:1 e dosate con il Fader del mixer la percentuale di compressione che volete sommare al suono da trattare</b>.</p>



<p>Un esempio pratico del suo impiego potrebbe essere il trattamento di un vocal che ha forti variazioni di volume.</p>



<p>Ricorrendo infatti alla compressione parallela aggiungiamo una sorta di tappeto ricco di tutti i dettagli della voce (anche quelli di bassa ampiezza), senza però comprimere i transienti che servono a mantenere freschezza e naturalezza.</p>



<p>Anche in fase di mastering, ad esempio, è usuale comprimere parallelamente alcuni steams per aumentare il valore rms generale del brano mantenendo il &#8220;movimento&#8221;.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2>Dove NON usare il compressore</h2>



<p>Abbiamo già detto e ribadito che non esistono regole assolute su dove usare o non usare il compressore.</p>



<p>Esistono però delle situazioni in cui comprimere la dinamica non è esattamente una buona idea!</p>



<p>Vediamo quali sono:</p>



<ul><li>Tracce gruppo dove vengono sommati suoni già compressi.</li></ul>



<ul><li>Samples provenienti da <b>librerie commerciali come Vengeance e affini</b> che, nella stragrande maggioranza dei casi, sono già ipercompressi (per farli sembrare fighi).</li></ul>



<p>O ancora&#8230;</p>



<ul><li>Suoni distorti e pieni come <b>Synth Lead acidi e chitarre elettriche overdrive.</b></li></ul>



<p>Questi ultimi vanno compressi poco e niente perchè la distorsione di per sè limita fortemente i picchi di segnale, agisce quindi come una sorta di compressione che, se ulteriormente compressa, trasforma tutto in una sottiletta priva di emozioni!!! </p>



<p>Ricordate infatti che la <b>dinamica</b> è un potentissimo mezzo con il quale trasmettere <b>pathos</b>, cosa che purtroppo negli anni si è sempre più distrutta per la <em>loudness war</em>.</p>



<p><b>Comprimere il master è sempre un&#8217;operazione delicata</b>, in alcuni casi può essere la &#8220;svolta&#8221; nel look del brano, come in quello del glue compressor, in altri invece, la sua fine.</p>



<p>La regola, se proprio volessimo applicarne una, prevede: </p>



<p>☞ Suoni con forti escursioni dinamiche →  Ok compressore, serve una &#8220;domata&#8221; per fermarli un po&#8217;.</p>



<p>☞ Suoni già &#8220;fermi&#8221; → Skippa il compressore.</p>



<div style="height:22px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2>Plug &#8211; in consigliati (i must have)</h2>



<p>L&#8217;elenco che sto per fornirvi è indicativo perchè, potenzialmente, qualsiasi compressore è adatto.</p>



<p>Esistono tuttavia delle scorciatoie che preferisco utilizzare sia per la &#8220;pasta&#8221; sonora che per la semplicità dei parametri (anche in base alla tipologia di suono da trattare).</p>



<p><strong>Per il livellamento della voce scelgo il plug-in Waves R &#8211; Vox</strong></p>



<p>Pochi parametri ma tutti assolutamente efficaci tra cui: </p>



<ol><li>un cursore chiamato <b>Comp che funge da Threshold</b>, non possiede nè attacco nè rilascio perchè ha i valori medi preimpostati (adatti per la maggior parte dei vocals)</li><li>un <b>gain sull&#8217;uscita</b></li><li>un comodissimo cursore che varia la soglia di un <b>Gate in ingresso</b>, molto utile per &#8220;pulire&#8221; al volo i rumori e il white noise (fruscio di sottofondo). </li></ol>



<p>NB più avanti vi spiegherò che il miglior gate è l&#8217;Editing manuale.</p>



<p>R &#8211; Vox è un semplice ma potente plug-in molto <strong>utile per compattare e livellare con pochi click</strong> vocals, ma non solo&#8230; funziona bene anche su chitarre acustiche e pianoforti.</p>



<p><strong>Per il trattamento delle Drums utilizzo spesso Fab Filter Pro &#8211; C 2</strong></p>



<p>Questo plug &#8211; in, a differenza del precedente, è ricco di numerosi parametri e funzioni tra cui un <b>Sidechain interno con equalizzatore e filtro e molte opzioni di Routing</b>.</p>



<p>Potete tranquillamente partire dai presets che troverete divisi per categorie.</p>



<p>Questi oltre ad essere ben fatti, costituiscono un punto di partenza ottimale per comprendere appieno le potenzialità del plug &#8211; in.</p>



<p>Con il Pro &#8211; C 2 si riescono ad ottenere drums molto compressi e aggressivi, specialmente utilizzando la sua compressione parallela integrata.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="504" height="429" src="https://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2019/03/FabFilter-Pro-C-2.jpg" alt="FabFilter Pro C 2" class="wp-image-3202" srcset="https://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2019/03/FabFilter-Pro-C-2.jpg 504w, https://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2019/03/FabFilter-Pro-C-2-300x255.jpg 300w" sizes="(max-width: 504px) 100vw, 504px" /></figure></div>



<p>Vi ricordo nuovamente l&#8217;emulazione plug-in SSL Comp usato come Glue Compressor sul master Out del mix.</p>



<p>Proseguendo la lista dei plug &#8211; in&#8230;</p>



<p><strong>Utilizzo il Compressor di Logic per fare il sidechain partendo dal preset 02 Keyboards / Aggressive Piano</strong>.</p>



<p>Questo preset molto aggressivo si presta per ottenere il tipico effetto del sidechain.</p>



<p>Basta andare in alto a destra nella sezione chiamata sidechain e selezionare l&#8217;ingresso corrispondente alla traccia che volete utilizzare come chiave, solitamente il kick.</p>



<p>Giocando su threshold, attacco e rilascio in base al suono da trattare, si ottiene facilmente il <em>Pumping</em> in chiave col kick.</p>



<p>Esistono inoltre, particolari <b>processori di dinamica chiamati Transient Shaper</b> con i quali scolpire letteralmente i suoni modificandone attacco e sostegno.</p>



<p>Il mio preferito è <b>SPL Transient Designer</b> con il quale riesco a rendere freschi e scanditi hi hats, clap, ride e snare nelle situazioni in cui il groove risulta moscio e &#8220;appannato&#8221;.</p>



<p>L&#8217;interfaccia del plug-in è semplice e intuitiva, ha infatti solo 3 pomelli sui quali agire: attacco, sostegno e gain in uscita per rilivellare.</p>



<p><strong>Per il De &#8211; Essing invece, utilizzo Fab Filter Pro &#8211; DS</strong></p>



<p>Il Pro &#8211; DS ha tutto ciò che serve per intervenire sulle sibilanti.</p>



<p>Questo plug-in ha un filtro passabanda sul quale è possibile impostare il range d&#8217;intervento (potete ascoltare il range cliccando sul simbolo della cuffia), un sidechain e infine un display per &#8220;vedere&#8221; graficamente l&#8217;intervento sulla gain reduction in corrispondenza delle sibilanti (evidenziate in verde).</p>



<p>Infine, vi segnalo <b>Fab Filter Pro &#8211; L</b>, a mio avviso il migliore tra i tanti <b>plug-in limiter</b> disponibili.</p>



<p>Il motivo? Lo scopriremo insieme nel tutorial sul mastering.</p>



<p>© 2019 RIPRODUZIONE RISERVATA</p>
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		<title>ADSR definizioni e impieghi</title>
		<link>https://www.exegomusic.it/adsr-definizioni-e-impieghi/</link>
					<comments>https://www.exegomusic.it/adsr-definizioni-e-impieghi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[exegomusic]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jan 2019 08:39:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[TUTORIALS]]></category>
		<category><![CDATA[ADSR]]></category>
		<category><![CDATA[Attack]]></category>
		<category><![CDATA[Cut-off]]></category>
		<category><![CDATA[Decay]]></category>
		<category><![CDATA[inviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[Release]]></category>
		<category><![CDATA[Sustain]]></category>
		<category><![CDATA[tips]]></category>
		<category><![CDATA[tricks]]></category>
		<category><![CDATA[volume]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Written by Pasquale Gigli ADSR cos&#8217;è e a cosa si riferisce L&#8217;inviluppo adsr è utilizzato nella fase di programmazione di patches (presets) di sintetizzatori virtuali o reali, di campionatori, plug-in e moduli out-board. L&#8217;uso dell&#8217;adsr può riferirsi a molteplici aspetti della modulazione di inviluppo, comunemente si applica a volume e cut-off anche se, già continuando &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="su-heading su-heading-style-default su-heading-align-center" id="" style="font-size:13px;margin-bottom:20px"><div class="su-heading-inner"><div class="su-animate" style="visibility:hidden;-webkit-animation-duration:2s;-webkit-animation-delay:0s;animation-duration:2s;animation-delay:0s;" data-animation="fadeInLeft" data-duration="2" data-delay="0">Written by <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.exegomusic.it/homepage/about/" target="_blank" rel="noopener">Pasquale Gigli</a></span></div></div></div>



<h2>ADSR cos&#8217;è e a cosa si riferisce</h2>



<p><strong>L&#8217;inviluppo adsr è utilizzato nella fase di programmazione di patches (presets) di sintetizzatori virtuali o reali, di campionatori, plug-in e moduli out-board</strong>.</p>



<p>L&#8217;uso dell&#8217;adsr può riferirsi a <b>molteplici aspetti della modulazione di inviluppo</b>, comunemente<strong> si applica a volume e cut-off </strong>anche se, già continuando la lettura dell&#8217;articolo, vedrete che le <em>potenzialità</em> del modulo sono <em>sconfinate</em>.</p>



<p>Gli aspetti protagonisti del nostro articolo sono quindi l&#8217;ampiezza detta <b>volume</b> e la frequenza di taglio del filtro detta <b>Cut-off</b> nell&#8217;unità di tempo.</p>



<p>Quanto all&#8217;acronimo ADSR, questo origina dalle iniziali dei 4 parametri che lo costituiscono:</p>



<ol><li><b>Attack</b> &gt; Attacco<br></li><li><strong>Decay</strong> &gt; Decadimento<br></li><li><strong>Sustain</strong> &gt; Sostegno<br></li><li><strong>Release</strong> &gt; Rilascio<br></li></ol>



<p>Attacco, decadimento, sostegno e rilascio sono utilizzati nei sintetizzatori per <strong>modulare la riproduzione di una nota</strong> e <strong>ottenere espressione con movimenti più articolati</strong>.</p>



<p>Vediamoli nel dettaglio⇩</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2>Adsr di volume</h2>



<p class="has-text-color has-vivid-red-color"><b>A t t a c c o</b></p>



<p>L&#8217;attacco è <b>il tempo che trascorre dalla pressione della nota al suo massimo livello di ampiezza</b>.</p>



<p>Un <em>suono di tipo plucked</em> (pizzicato) è caratterizzato da attacco veloce, cioè il tempo che trascorre dal momento dell&#8217;esecuzione della nota al raggiungimento della massima ampiezza è pressochè immediato.</p>



<p>Al contrario, un <em>suono ensanble</em> (insieme di archi orchestrali) ha attacco lungo, ossia trascorre un tempo maggiore dall&#8217;esecuzione della nota al raggiungimento della massima ampiezza, a livello percettivo suonerà come un fade-in.</p>



<p style="color:#7900a3" class="has-text-color"><b>D e c a d i m e n t o</b></p>



<p>Il decadimento è <b>il tempo che intercorre tra il volume massimo raggiunto dall&#8217;attacco e il volume di sustain</b>.</p>



<p>Tale parametro agisce sulla parte centrale dell&#8217;inviluppo e contribuisce alla percezione dinamica dei successivi parametri.</p>



<p style="color:#31f1f8" class="has-text-color"><b>S o s t e g n o</b></p>



<p>Il sostegno si estende dalla fine del decadimento all&#8217;inizio del tempo di rilascio.</p>



<p>Esso <b>contribuisce alla lunghezza dell&#8217;inviluppo, ossia rende percettibile la lunghezza di una nota fin quando decidiamo di tenerla premuta</b>.</p>



<p>Nella programmazione midi di un <em>suono di pianoforte</em> ad esempio, il sostegno può essere utilizzato per rendere una nota maggiormente percettibile.</p>



<p>OCCHIO: non confondete il sostegno con l&#8217;effetto del <em>note velocity </em>!! Ve ne parlerò più avanti.</p>



<p class="has-text-color has-vivid-green-cyan-color"><b>R i l a s c i o</b></p>



<p>Il rilascio interviene alla fine della pressione di un tasto, <b><strong>è utilizzato quindi per continuare a far suonare la nota fino al raggiungimento del silenzio nell&#8217;unità di tempo</strong></b>.</p>



<p>A livello pratico <strong>permette di creare una coda nei suoni</strong>, l&#8217;effetto sarà simile a quello di un fade-out.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="500" height="300" src="http://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2018/12/ADSR-inviluppo.jpg" alt="ADSR inviluppo" class="wp-image-2750" srcset="https://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2018/12/ADSR-inviluppo.jpg 500w, https://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2018/12/ADSR-inviluppo-300x180.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></figure>



<h2>Adsr di cut-off</h2>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Premessa: trattandosi di inviluppo che agisce su un filtro, vi ricordo che quest&#8217;ultimo può essere di tipo passa &#8211; alto o passa &#8211; basso quindi il comportamento dell&#8217;adsr dipenderà da questa impostazione.</p></blockquote>



<p class="has-text-color has-vivid-red-color"><b>A t t a c c o</b></p>



<p>L&#8217;attacco, in questo caso, <strong>è il tempo che trascorre dalla pressione del tasto al suo massimo o minimo valore di cut-off</strong>.</p>



<p>Ad esempio in <em>Flat Beat</em> di <em>Mr.Oizo</em> è stato utilizzato un attacco abbastanza lungo nel passa-basso del synth portante (bassline).</p>



<p style="color:#7900a3" class="has-text-color"><b>D e c a d i m e n t o</b></p>



<p>È il tempo che il cut-off impiega dal valore raggiunto con l&#8217;attacco al successivo valore di sostegno.</p>



<p>Anche in questo caso <strong>il parametro contribuisce alla percezione della lunghezza della nota, agisce però facendo aprire e chiudere il filtro</strong> piuttosto che alzare e abbassare il volume.</p>



<p style="color:#31f1f8" class="has-text-color"><b>S o s t e g n o</b></p>



<p>Il sostegno <strong>contribuisce alla lunghezza dell&#8217;inviluppo del filtro</strong>, dalla fine del valore di decadimento all&#8217;istante in cui inizia il valore di rilascio. (fin quando il tasto rimane premuto)</p>



<p>In modo specifico contribuisce all&#8217;<strong>apertura o chiusura generale del filtro</strong>, spesso è utilizzato per &#8220;centrare&#8221; il range d&#8217;intervento dell&#8217;inviluppo.</p>



<p class="has-text-color has-vivid-green-cyan-color"><b>R i l a s c i o</b></p>



<p>Infine, il rilascio è <strong>il tempo che il filtro impiega a concludere l&#8217;inviluppo</strong>.</p>



<p>Tale parametro permette di <strong>concludere il ciclo dell&#8217;invilippo di filtro in modo netto o graduale</strong>.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2>Perchè usare l&#8217;adsr</h2>



<p>Con i 4 parametri che vi ho descritto è possibile &#8220;modellare&#8221; i suoni dando loro la dinamica e il &#8220;movimento&#8221; desiderati, ma non solo&#8230;</p>



<p><strong>Spesso è usuale agire sull&#8217;adsr di un suono anche per farlo convivere con gli altri in un mix molto affollato</strong> o, <b>per scolpire delle parti e renderle più interessanti</b>, enfatizzando ad esempio gli attacchi oppure allungando i rilasci per amalgamare e legare meglio con le note successive.</p>



<p>Come accennato molti dischi sono caratterizzati dall&#8217;<b>uso creativo</b> di tali parametri e, oltre a Flat Beat di Mr. Oizo citato prima, ricordiamo i bassi di <em>Mauro Picotto</em> o di <em>Alex Castelli</em> &#8211; <em>Enjoy this Trip (la pasta)</em>.</p>



<p>Tra gli anni 90 e 2000 era infatti usuale ricorrere ad un attacco di filtro lungo per creare un effetto &#8220;gommoso&#8221; e pulsante del basso.</p>



<p>Un altro impiego dell&#8217;adsr è quello di <strong>umanizzare delle parti di piano </strong>o di altri strumenti<strong> che altrimenti risulterebbero fredde e meccaniche</strong>: automatizzando sostegno e rilascio si possono emulare (in parte) i pedali del pianoforte al fine di migliorarne l&#8217;espressione.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2>ADSR inviluppare praticamente tutto </h2>



<p>Nei plugin più recenti come <b>Serum della Xfer</b>, le possibilità creative sono illimitate.</p>



<p>Nella fattispecie <strong>è possibile assegnare l&#8217;invilippo ADSR (ENV) a qualsiasi controllo del synth semplicemente usando un drag &amp; drop dalla sezione ENV al potenziometro che si vuole modulare</strong>.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="539" height="509" src="http://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2018/12/ADSR-cut-off-serum.jpg" alt="ADSR cut-off in serum" class="wp-image-2789" srcset="https://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2018/12/ADSR-cut-off-serum.jpg 539w, https://www.exegomusic.it/wp-content/uploads/2018/12/ADSR-cut-off-serum-300x283.jpg 300w" sizes="(max-width: 539px) 100vw, 539px" /></figure></div>



<p>Quindi possiamo inviluppare: </p>



<ol><li>Pitch, </li><li>Pan, </li><li>Resonance, </li><li>Detune, </li><li>Drive</li><li>etc etc &#8230;salute!! </li></ol>



<p class="has-text-color has-vivid-red-color">&#8220;SPIPPOLARE PER CREDERE&#8221;</p>



<p>Inoltre <b>potete vedere graficamente l&#8217;avanzamento dell&#8217;inviluppo ad ogni pressione della nota</b>.</p>



<p>Sono disponibili 3 inviluppi ADSR tutti liberamente assegnabili a qualsiasi knob (potenziomentro) visibile nel sintetizzatore, e udite udite funzionano anche tutti e 3 insieme su più paramenti contemporanemente&#8230; La follia!!!</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2>Tips and tricks</h2>



<ul><li>Volete trasformare un lead in un pad?</li></ul>



<p>SI può FA RE, scusate il gioco di note, ecco come:</p>



<p>Allungate di molto l&#8217;attacco e il rilascio di volume e chiudete un po&#8217; il cut off generale del synth.</p>



<ul><li>Avete un bel suono ma è disturbato nella parte iniziale da un fastidioso TICK digitale? </li></ul>



<p>È possibile rimuoverlo allungando leggermente l&#8217;attacco del vostro sample player (sampler di ableton, native instruments kontakt, ESX24 di Logic etc) simulando un micro fade-in.</p>



<ul><li>Volete aumentare il dettaglio di un rullante? </li></ul>



<p>Caricatelo dentro il vostro sample player e dategli un po&#8217; di botta nel transiente iniziale settando attacco e decay veloci, sustain e release medio lunghi. </p>



<p>Questa cosa si può fare anche con dei plugin dedicati detti <em>transient shaper</em> o <em>transient processor</em> o, più semplicemente, settando opportuanamente un <b><a href="https://www.exegomusic.it/come-usare-il-compressore/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="compressore (si apre in una nuova scheda)">compressore</a></b></p>



<p>© 2019 RIPRODUZIONE RISERVATA</p>
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		<title>Labels: quale scegliere?</title>
		<link>https://www.exegomusic.it/labels/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[exegomusic]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 May 2018 08:09:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[TUTORIALS]]></category>
		<category><![CDATA[demo]]></category>
		<category><![CDATA[labels italiane]]></category>
		<category><![CDATA[major labels]]></category>
		<category><![CDATA[minor labels]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Demo pronto, che fare? Il capitolo label è uno dei più ostici, spesso infatti ci si trova nella situazione di aver terminato il proprio demo e non sapere esattamente a chi inviarlo Scegliere una label non è semplice e i tempi di attesa sono lunghi, potrebbero passare mesi prima che vi diano un feedback, concesso &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<div class="su-heading su-heading-style-default su-heading-align-center" id="" style="font-size:13px;margin-bottom:20px"><div class="su-heading-inner"><div class="su-animate" style="visibility:hidden;-webkit-animation-duration:2s;-webkit-animation-delay:0s;animation-duration:2s;animation-delay:0s;" data-animation="fadeInLeft" data-duration="2" data-delay="0">Written by<span style="color: #0000ff;"> <a style="color: #0000ff;" href="http://www.exegomusic.it/homepage/about/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Valentina Malta</a></span></div></div></div>



<h2>Demo pronto, che fare?</h2>



<p>Il capitolo <strong>label</strong> è uno dei più ostici, spesso infatti ci si trova nella situazione di aver terminato il proprio demo e non sapere esattamente a chi inviarlo</p>



<p>Scegliere una label non è semplice e i tempi di attesa sono lunghi, potrebbero passare mesi prima che vi diano un feedback, concesso che lo facciano (capiterà anche di non ricevere risposta alcuna)</p>



<p>Vogliamo poi parlare della mole di materiale che le labels ricevono, materiale che per noi rappresenta l&#8217; emblema della concorrenza?</p>



<p>Abbiamo quindi pensato che ottimizzare i tempi sia fondamentale e per questo abbiamo stilato un elenco delle <b>major</b> e <b>minor</b> <strong>labels</strong> con i relativi indirizzi per l&#8217;invio dei demo</p>



<p>In più, anche un accenno alle <strong>labels italiane</strong></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<table class="wp-block-table"><thead><tr><th>Major Labels</th><th>Demo</th></tr></thead><tbody><tr><td>Protocol Recordings</td><td>protocolrecordings.com/demo</td></tr><tr><td>Revealed Recordings</td><td>revealedrecordings.com/account/login</td></tr><tr><td>Musical Freedom</td><td>demo@musicalfreedom.com</td></tr><tr><td>Doorn Records</td><td>demo@sandervandoorn.com</td></tr><tr><td>Mau5trap Records</td><td>https://proshare.audio/mau5trap?proshare_wizard=1&amp;</td></tr><tr><td>Fly Eye Records</td><td>soundcloud.com/fly-eye/dropbox</td></tr><tr><td>Smash The House Records</td><td>demo@smashthehouse.com</td></tr><tr><td>Axtone Records</td><td>demos@axtone.com</td></tr><tr><td>Size records</td><td>listen@size.net</td></tr><tr><td>Hexagon Record</td><td>demo@dondiablo.com</td></tr><tr><td>Dim Mak Records</td><td>www.dimmak.com</td></tr><tr><td>Toolroom Records</td><td>www.label-worx.com/demo/toolroom</td></tr><tr><td>Wolv Records</td><td>demo@wolvrecords.com</td></tr><tr><td>Monstercat Records</td><td>monstercat.tracksubmit.com</td></tr><tr><td>Spinnin’ Deep</td><td>demo@spinninrecords.nl</td></tr><tr><td>Spinnin’ Records</td><td>demo@spinninrecords.nl</td></tr><tr><td>Ultra Records</td><td>info@ultrarecords.com</td></tr><tr><td>Ministry Of Sound UK</td><td>demos@ministryofsound.com</td></tr><tr><td>Defected Records</td><td>demos@defected.com oppure www.defected.com</td></tr><tr><td>Subliminal Records</td><td>track@subliminalrecords.com</td></tr><tr><td>Armada Records</td><td>armadamusic.demodrop.com oppure demo@armadamusic.com</td></tr><tr><td>Black Hole Recordings</td><td>demo@blackholerecordings.com</td></tr></tbody></table>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<table class="wp-block-table"><thead><tr><th>Minor Labels</th><th>Demo</th></tr></thead><tbody><tr><td>Heldeep Records</td><td>heldeepradio@gmail.com oppure oliverheldens.com</td></tr><tr><td>Rising Music</td><td>demos@risingmusic.co.uk</td></tr><tr><td>Enhanced Music</td><td>demos@enhancedmusic.com oppure www.label-worx.com</td></tr><tr><td>Oxygen Music</td><td>demo@spinninrecords.nl</td></tr><tr><td>Iboga Records</td><td>www.iboga.dk</td></tr><tr><td>Hussle Recordings</td><td>demos@husslerecordings.com</td></tr><tr><td>Flamingo Recordings</td><td>info@flamingorecordings.com</td></tr><tr><td>Owsla Records</td><td>demos@owsla.com</td></tr><tr><td>Skink Record</td><td>skink@2-dutch.nl</td></tr><tr><td>Wall Recordings</td><td>promo@wallrecordings.com oppure www.wallrecordings.com</td></tr><tr><td>Pyro Records</td><td>demo@pyrorecords.com</td></tr><tr><td>Squad Recordings</td><td>squadrecordings.com</td></tr><tr><td>Refune Music</td><td>music@refune.com</td></tr><tr><td>Cloud 9 Dance</td><td>demo@cloud9dance.com</td></tr><tr><td>BugEyed Records</td><td>BugUs@BugEyedRecords.com</td></tr><tr><td>Bourne Recordings</td><td>bourne@luckyent.com</td></tr><tr><td>Abora Recordings</td><td>www.abora-recordings.com/submit-demo</td></tr><tr><td>Smilax Records</td><td>www.smilaxpublishing.com/send-your-demos/</td></tr><tr><td>Loud Bit Records</td><td>demos@sound4group.it</td></tr><tr><td>Bang It</td><td>demos@housesession.de</td></tr></tbody></table>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<table class="wp-block-table"><thead><tr><th>Labels italiane</th><th>Demo</th></tr></thead><tbody><tr><td>Dance &amp; Love</td><td>demo@danceandlove.info</td></tr><tr><td>Time Records</td><td>www.timerec.it/it/13/demo.htm</td></tr><tr><td>Keep! Record</td><td>info@keep-record.com</td></tr><tr><td>Do It Yourself s.r.l</td><td>www.doityourself.it/it/contacts</td></tr></tbody></table>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2>Alternativa alle labels</h2>



<p>Poniamo il caso che abbiate provato e riprovato a farvi produrre da una label senza esito&#8230; che fare? Lasciar perdere tutto?</p>



<p>La soluzione è aprire la vostra label!</p>



<p>Sul sito <b>feiyr.com</b> (il migliore fra tanti) trovate le info che occorrono, ad aiutarvi un team di esperti che si occuperà di pubblicare e promuovere i vostri singoli su tutti i portali digitali, da Beatport a Shazam passando per <a href="http://www.exegomusic.it/spotify-la-musica-in-borsa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #0000ff;"><b>Spotify</b></span></a></p>



<p>NB: si offriranno di realizzare anche le grafiche del vostro progetto, ma sarebbe opportuno le realizzaste voi non tanto per un discorso meramente economico, quanto di risultati nel medio e lungo termine:</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><span style="color: #800000;">&#8220;L&#8217; immagine che darete di voi, sarà il vostro biglietto da visita&#8221;</span></p></blockquote>



<p>Badate quindi all&#8217; appropriatezza tra progetto discografico e grafiche ad esso correlate, in altri termini definitene l&#8217; identità<span style="color: #ff0000;"><br>
</span></p>



<p>L&#8217; osservazione e lo studio dei competitors vi aiuterà a costruire lo &#8220;scheletro&#8221;, è importante però che sappiate creare qualcosa di funzionale, o ancora meglio, qualcosa di nuovo</p>



<p>Siamo ormai tristemente abituati alle critiche sulla &#8220;vaghezza&#8221; dei contenuti quindi poter disporre di un progetto concorrenziale è fondamentale alla riuscita dello stesso</p>



<p>Colmate ove serve le deficienze e lavorate, lavorate e ancora lavorate!</p>



<p>Non aspettatevi di fare il &#8220;botto&#8221; al primo disco, non succede (quasi) mai, del resto tutti passiamo dalla gavetta</p>



<p>Ci vorrà del tempo prima di raccogliere i frutti, le difficoltà non mancheranno e a volte sembrerà tutto perso&#8230; Il segreto è non mollare mai!</p>



<p>Potete scriverci per consigli, feedback o revisioni di mix e mastering, saremo lieti di potervi essere d&#8217; aiuto</p>



<p>Vi lasciamo con una bellissima citazione di <b>Nazim Hikmet</b>:</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><span style="color: #800000;">&#8220;Non rinunciare ad un sogno solo perchè pensi che ti ci vorrà tempo per realizzarlo. Il tempo passerà comunque&#8221;</span></p></blockquote>



<p>Buona fortuna!</p>



<p>© 2018 RIPRODUZIONE RISERVATA</p>
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